Il 1° aprile 1999 tra il Ministero dell’ Ambiente e la Regione Abruzzo venne sottoscritto un Accordo di Programma avente  per oggetto “APE-Appennino Parco d’Europa – Programma d’azione per lo sviluppo sostenibile dell’ Appennino”.

            Con quell’atto si ratificava un percorso, già  iniziato negli anni precedenti, finalizzato a “…proporre l’intero arco appenninico, dove maggiore  è   la biodiversità  e rilevante il patrimonio storico culturale, come un unico insieme, omogeneo e coerente di ambiente e cultura” (Ministero Ambiente-Servizio Conservazione della Natura: Programma d’Azione del Progetto APE Appennino Parco d’ Europa – marzo 2000).

            Per  comprendere l’ importanza del progetto, e la sua dimensione fisica, basti dire che la prima ipotesi di ambito risultava costituita da 14 Regioni, 51 Province, 188 Comunità  Montane e da oltre 2220 Comuni, per una superficie totale di 9.585.355 ettari, pari al 49,95% dell’intero territorio nazionale.

            Il 24 febbraio 2006 a l’Aquila venne sottoscritta la Convenzione degli Appennini, passaggio istituzionale necessario per iniziare la seconda fase del programma APE, e cioé   la definizione di progetti ed attività  coerenti con quanto individuato nella Priorità   5 del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 (Q.S.N. - Priorità 5. Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo Descrizione della priorità: La priorità declina la strategia specifica e individua gli indirizzi della politica regionale unitaria che possono concorrere a tutelare la biodiversità, il paesaggio, il patrimonio culturale e a trasformare la dotazione locale di risorse naturali, paesaggistiche e culturali in aumento di opportunità e benessere, attraverso: l’attuazione delle politiche comunitarie e nazionali di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale; lo sviluppo sostenibile del turismo e la valorizzazione del suo indotto; l’attivazione di nuove filiere produttive, collegate alle risorse ambientali e culturali, nonché alla realizzazione di attività culturali; la produzione di sinergie in termini di qualità della vita e identità territoriale).

            La Regione Molise figura tra i soggetti firmatari della Convenzione (Del. G.R. nr. 1910 del 30.12.2005). All’epoca l’Assessore Regionale all’ Ambiente, dott. Di Sandro,  in un comunicato stampa dell’assessorato testualmente affermava: “Sono orgoglioso di aver  proposto l’approvazione della Convenzione degli Appennini alla Giunta Regionale in quanto tale atto ci porterà    ad entrare nell’ambito rappresentato dalla dorsale appenninica e dagli ambiti montani territorialmente o funzionalmente in connessione con essa, con il sistema delle Reti ecologiche individuate in ciascuna regione e con la prospettiva di valorizzazione della fascia appenninica nel quadro europeo di APE-Appennino Parco d’Europa, sostenuta dal Ministero dell’ Ambiente e della tutela del territorio”.

            Nel Marzo 2007  il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sottopose alla Conferenza delle Regioni e delle  Province autonome un programma di interventi e attività per l’avvio della seconda fase del progetto APE-Appennino Parco d’Europa. Il documento è stato approvato dalla Conferenza in data 18.04.2007.

            Successivamente sono intervenute altri accordi e convenzioni istituzionali, tra le quali sottolineo lo Schema di Intesa per una strategia condivisa e integrata di sviluppo locale delle montagne italiane, sottoscritta  dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano e dall’ UNCEM-Unione Nazionale Comuni Comunità Montane.

            In sostanza le finalità del progetto APE – Appennino Parco d'Europa tendono alla definizione di accordi di programma tra amministrazioni centrali, regionali, degli enti parco e degli enti locali, coerenti con gli orientamenti del quinto programma di azione ambientale della U.E., nella quale sono individuati tre obiettivi principali:

-l'integrazione delle politiche ambientali con le altre politiche di sviluppo

-la partnership dei diversi soggetti istituzionali e sociali

-la condivisione delle responsabilità.

            Successivamente è intervenuto il sesto programma comunitario di azione per l'ambiente intitolato "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" che copre il periodo compreso tra il 22 luglio 2002 e il 21 luglio 2012. Il programma si ispira al predetto quinto programma di azione per l'ambiente, che copriva il periodo 1992-2000.

            In definitiva, ogni questione in merito alla opportunità di istituire il Parco Regionale del Matese dovrebbe considerarsi superata a fronte degli impegni assunti dalla nostra Regione con la sottoscrizione dei programmi e convenzioni di cui si parlava prima: siamo già impegnati a mettere in cantiere tutte le iniziative necessarie a garantire una gestione unitaria del patrimonio naturalistico della catene appenninica, e ciò può avvenire solo allineandoci ai metodi e sistemi previsti nella Convenzione e adottati dagli altri enti sottoscrittori: parchi e riserve naturali, e cioé la conservazione della natura come finalità in grado di coniugare le esigenze della tutela con quelle dello sviluppo e della crescita occupazionale. In questa struttura istituzionale troveranno spazio tutte le iniziative, e sono potenzialmente davvero innumerevoli, che rispettano l'ormai famoso principio della sostenibilità.

            Questo sintetico riepilogo dei più importanti passaggi istituzionali   è necessario per poter affrontare un discorso concreto in merito al ruolo che, a mio parere, dovrà svolgere il Sindaco di Bojano nell'ambito delle attività amministrative necessarie per arrivare alla istituzione del Parco del Matese: 

1)pretendere, con azioni istituzionali forti, il rispetto dei patti sottoscritti dalla Regione Molise nell'ambito del progetto APE- Appennino Parco d'Europa (nel bilancio 2011 della Regione Molise vi è un solo capitolo relativo al programma APE e riguarda il progetto “vie materiali ed immateriali della transumanza”, finanziato con la ridicola somma di € 9.979,34);

2)pretendere la rimodulazione del POR 2007-2013 per accedere ai fondi strutturali europei al fine di finanziare Grandi Progetti ai sensi dell'art. 39 del regolamento 1083 del Consiglio U.E. in conformità agli impegni assunti nella Convenzione dell' Aquila;

3)pretendere dalla Regione Molise la formulazione di un Piano Straordinario per il Matese;

4)promuovere accordi con gli altri Comuni interessati per formare una rete istituzionale di gestione collettiva del Matese, che gli ambientalisti giustamente definiscono la più grande azienda molisana inutilizzata e a costo zero.

            Ho usato il termine “pretendere” in quanto l'inadempienza della Regione Molise, unica in Italia a non avere un Parco Regionale, priva tutti i cittadini della possibilità di costruire un sistema economico sostenibile, stabile e duraturo utilizzando la nostra grande ricchezza naturale.

            Naturalmente vi sarebbe molto altro da dire, specialmente per quanto riguarda le nuove tecniche di analisi economica dell' ambiente secondo specifici modelli matematici, e di questo si potrà anche discutere in sedi dedicate; quello che conta è ribadire che la nostra natura è una forza economica e non possiamo tollerare che rimanga inutilizzata, per scopi più o meno chiari, o, peggio, che sia svenduta ad organizzazioni speculative.

 

Gianni Mainelli